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GIACOMELLI - LA MIA VITA INTERA (di JORGE LUIS
BORGES) dal 15 marzo al 30 aprile 2001 vernissage 15 marzo 2001ore 19.00 dal lunedì al sabato ore 10.30 - 13.00 / 15.00 - 19.30 Il 15 marzo 2001, si inaugura, in coincidenza con la grande retrospettiva al Palazzo delle Esposizioni, la mostra La mia vita intera, un compendio del lavoro più recente di Mario Giacomelli, fotografo tra i più significativi del XX secolo e autore di grandi capolavori come il celebre Scanno Boy, acquistato insieme ad altri lavori nel 1963 da John Szarkowki, allora direttore del Museum of Modern Art di New York. Ricerca, quella di Giacomelli, che parte dalla forte critica sociale del cinema neorealista italiano del dopoguerra, che lo porta a superare il contenuto documentale per un’analisi fotografica del quotidiano con composizioni che sfumano in un’immaginazione mitica. Ed ecco quindi tra il ’62 e il ’63 le serie de La buona terra o anche Io non ho mani che mi accarezzino il viso dove, sulla scia dei film di Guareschi modifica la retorica rappresentazione del clero cattolico ritraendo dei giovani seminaristi in attività ludiche. Le opere in mostra sono una serie di 30 gelatin silver print che l’autore ha realizzato poco prima della sua scomparsa, avvenuta nel novembre del 2000, che si ispirano ai versi del poeta argentino Jorge Luis Borges. La sua non è semplice illustrazione, ma un operazione di materializzazione di emozioni e suggestioni che il testo poetico inevitabilmente genera. Un bianco e nero intenso e visionario, che tramuta le parole in immagini, in un connubio tra poesia e fotografia iniziato sin dai primi anni settanta con la serie Caroline Branson tratta da Spoon River Antology di Edgar Lee e poi con La Notte Lava la Mente, trasposizione visiva dei versi del poeta Mario Luzi. Un rapporto egualitario, non gerarchico tra le arti. L’opera di Giacomelli, acquista dignità propria al pari della poesia, rendendola magica. Loris Schermi |